2014/06/27

Altre precisazioni

Mi auguro che i lettori di lingua italiana mi concedano la possibilità di scrivere due righe nella mia lingua: vorrei fare qualche considerazione su quanto ho pubblicato fino ad oggi. Credo di aver già precisato più di una volta  quali fossero le mie intenzioni riguardo a questo blog, e dunque lo farò una volta di più. Malgrado la tentazione sia sempre stata forte non era mia intenzione fare della didattica, non volevo in alcun modo "spiegare l'arte". Lo spazio è limitato e ciò rende impossibile qualsiasi tentativo di approfondimento reale che, semmai, si può raggiungere solo scrivendo un saggio su questo o quell'argomento riguardante la sfera dell'arte. Si poteva fare della divulgazione, o forse dovrei dire che c'era questo pericolo, già, perché io non sono interessato alla divulgazione dell'arte, ed anche questo punto l'ho ribadito più di una volta. Io intendevo fare una sorta di diario visivo, molto personale ed assolutamente non oggettivo di ciò che amo, e renderlo pubblico. Lo scopo? Forse - devo pur confessarlo - la mia ripetuta ostinazione nel pubblicare opere d'arte di un certo periodo o di un certo artista finisce con il diventare proprio quella divulgazione che tanto detesto. Insistere su certi temi, escludere categoricamente degli altri, evitare di cadere nella consueta indagine diacronica dell'arte, non ripetere i soliti stereotipi: questi sono stati i miei principi guida. Ho chiarito o almeno ho manifestato con chiarezza le mie personali opinioni sul meccanismo esclusivamente mercantile che regola la storia e la critica d'arte. Non ho introdotto alcuna innovazione e non ho modificato nulla, mi sono semplicemente limitato a precisare che la storia e la critica d'arte contemporanee hanno poco a che fare con i contenuti propriamente estetici e molto invece con il sistema di produzione della cultura e i rapporti di gestione del potere. Non volevo fare considerazioni politiche perché le trovo estranee al mondo dell'arte, volevo fare solo considerazioni estetiche e un minimo - quando mi sembrava necessario - di analisi formale delle immagini pubblicate. Ho inserito immagini che teoricamente, secondo la cultura dominante, hanno ben poco a che fare con l'arte, e in certi casi ho forzato davvero la situazione proprio per sottolineare il mio modo di vedere e interpretare il mondo dei "fenomeni" (in senso husserliano e come contenuto dell'Erlebnis). Per finire devo precisare che l'esclusione di molti, se non moltissimi esempi di arte contemporanea sta da un lato nella loro impossibilità ad essere riprodotti (se non attraverso video banalizzanti), e dall'altro nella loro estrema ciarlataneria che, lo ripeto ancora, è fortemente voluta se non programmata dall'industria culturale. Altra cosa che ho accuratamente evitato di fare è pubblicare opere di artisti fin troppo famosi il cui valore artistico è stato completamente falsato dai critici d'arte e da chi li finanzia, qualche esempio: i pittori impressionisti francesi, Cezanne, Picasso, oppure Modigliani, o il caso Pollock, ma la lista sarebbe interminabile e buona parte dell'arte uscita dalle avanguardie storiche ne uscirebbe malconcia. Purtroppo il vasto pubblico non ha il minimo sospetto su quanto sia stato e continua ad essere condizionato negativamente e, malgrado il cosiddetto processo di "democratizzazione" dell'arte e la sua relativa accessibilità siano ormai dominanti, la diseducazione aumenta sempre più. Ecco, ogni tanto questi avvertimenti vanno ripetuti.